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Tolamuka, nella lingua congolese, il lingala, vuol dire "SVEGLIA!".
Il progetto tolamuka, nato nell'agosto 2007 dall'incontro presso l'aereoporto di Kinshasa, nella Repubblica democratica (ah!) del Congo, di Rosella Martinello con 47 BAMBINI CONGOLESI ABBANDONATI A LORO STESSI, e ora concentrato su una trentina fra loro e alcuni piccoli aggiuntisi, è un insieme di attività attorno a una casa che accoglie questi bimbi e li accompagna in un percorso di vita e di crescita.
Ora Il progetto Tolamuka è diventato un'associazione di volontariato:
codice fiscale: 94023530127
con quattro soci fondatori: Rosella Martinello (carica di presidente), Giampietro Dalla Valle (carica di vicepresidente), Giuseppe Di Tria (carica di segretario), Anna Salviato (socio fondatore).
Andando nel 2007 ben 3 volte a Kinshasa in 7 mesi, con Angelo e grazie all'aiuto di un'associazione locale e di Desirè, un adulto che già si occupava in qualche modo dei bimbi, si fanno i primi interventi di soccorso, concentrati sulla salute. Viene individuato un ospedale di suore italiane nelle vicinanze e si va a piedi avanti e indietro per prestare le prime cure e fare a tutti gli nesami. Nel febbraio 2008 viene trovata una casa in affitto nel quartiere Iolo sud, vicino al mercato del carbone. Desirè e sua moglie con 35 bambini (gli altri restano legati alle famiglie allargate) si trasferiscono nella casa e inizia una vita insieme, organizzata giorno per giorno. Subito dopo i bimbi in età scolare vengono mandati a scuola. La parte più difficile e impegnativa è l'organizzazione domestica e il cambio di abitudini. E, a mano a mano che crescono, ora, dopo due anni, l'inserimento di alcuni nel mondo del lavoro.
Nel 2011 Ife, una onlus spagnola in loco, segue il percorso dei bimbi aiutando Tolamuka con la presenza e con gli interventi di emergenza. Inoltre, l’aumento del costo del cibo porta le spese mensili praticamente a raddoppiare, e la manutenzione della casa e la crescita dei bimbi, molti adolescenti, porta a nuove, complesse necessità. Ife aiuta economicamente con la sua parte e, a fronte dell’uscita di alcuni bimbi grandi, ne entrano di nuovi e intorno ai dieci anni, che Desiré accetta in casa sotto pressanti richieste di conoscenti e passanti.
2008
Si fanno i primi lavori straordinari in casa: fossa settica e costruzione di un porticato sul retro.
A fine 2008 viene organizzato a Milano un evento con testimonianze e asta
a cui partecipano amici e colleghi: la finalità è la raccolta di fondi.> Viene anche stampato il calendario Tolamuka.
Le spese ordinarie mensili, a partire dal febbraio 2008, ammontano a:
300 dollari affitto
80 dollari cuoca
850 dollari alimentazione
2009
Nel 2009 si compiono tre viaggi ed entrano ad aiutare Alessia e Giampi, che danno un contributo fondamentale nel secondo semestre. Le quattro ragazze più grandi escono dalla casa per condurre una vita adulta autonoma. In casa entra Nono, un ragazzo conosciuto fin dal primo viaggio e che viene economicamente aiutato a frequentare l’università (facoltà di Legge). Gli si garantisce quindi anche il tetto, il cibo e l’alloggio. Lui continua gli studi garantendo profitto e aiuta la vita domestica anche come esempio. Si avviano attività professionali per i più grandi:
Coup couture (sartoria), condotta da Nadge - che cuce le uniformi per la scuola e fa i primi lavoretti per clienti.
Estetista per Meta, aiutata da Maman Mirfi.
Decoration per Kinzonzi, che va a fare apprendistato e che disegna il tableau davanti alla casa.
Nel Natale 2009 Giampi va ad allungare qualche letto a castello, con Alessia puliscono per la seconda volta la fossa, costruiscono un'altalena, rimettono le zanzariere e coprono la terra dei corridoi laterali fuori dalla casa con pietrisco. Nella prima parte dell'anno il retro era stato coperto di cemento e i bagni esterni erano stati rifatti a fine 2008.
2010
Dall'inizio del 2010 è stato impostato il seguente programma: la casa deve diventare una casa-famiglia centro di attività che aiutano l'autofinanziamento, la crescita professionale e culturale dei bambini e dei ragazzi anche quando, adulti, escono dalla casa.
Mugalu inizia a lavorare in una falegnameria. Gli viene rimborsato il costo di trasporto e dato il pranzo. è felice di darsi da fare e il suo esempio viene indicato agli altri come modello di sviluppo.
Ad agosto Rosella, Alessia, Giampi e Andrea si sono impegnati sia nei lavori della casa (che aveva bisogno di gran manutenzione e per la quale la cultura della cura va ancora promossa), nel decidere quali bimbi proseguono la scuola e quali iniziano a lavorare, nel fare un punto su come proseguire insieme in una collaborazione che non è assistenzialismo.
Entrano nella casa, dal reparto denutriti dell'ospedale di Suor Clelia, il piccolo Gideon e suo fratello Gigal. quest'ultimo inizia a mangiare e si riprende poco a poco da mesi e mesi di denutrizione che gli hanno rallentato alcuni tappe dello sviluppo (locomozione), mentre Gideon non ce la fa.
Da inizi settembre Josué inizia a fare apprendistato in una carrozzeria Mercedes come meccanico. Escono dalla casa Jacqueline, Joel, Christian.2011
L’anno inizia con l’entrata di Ife a supporto del progetto. I responsabili di Ife, a differenza di Tolamuka che invia il mensile a Desiré, gestiscono le spese direttamente, avendo persone a Kinshasa.
Da agosto 2011 si ricostruisce lo stabile dei bimbi grandi, il cui tetto è caduto. Gigal ha bisogno di tempestive cure per una salute comunque cagionevole, in particolare a livello renale.
Nel luglio 2011 Kinzonzi, andato in famiglia per l’età ormai adulta e per la possibilità di autosostentarsi con una patente di guidatore, muore in seguito alle complicazioni dell’anemia cronica – che mentre era in casa veniva mensilmente tenuta sotto controllo e che, purtroppo, non viene seguita con altrettanta asiduità dopo.
Un bimbo viene operato di ernia, Nadège al naso, grazie alle cure di Ife che trova un nuovo ospedale più vicino a casa in grado di fare interventi delicati.
Escono Joel, che guadagnava qualcosa dal falegname ma la cui condotta, vicina a sostanze stupefacenti, lo rendeva pericoloso in casa; Sophie, per decisione di Desiré che ritiene improprie liaison fra i bimbi e che ha scoperto una relazione fra lei e Josué. Nadège, che con la piccola Rosella si è voluta congiungere col padre della bambina. E infine Dieudonné, ormai grande e poco incline sia a studiare che ad applicarsi in una professione con impegno e costanza.
Sicuramente la crescita adulta dei bimbi ha portato nuovi temi, che in un ambiente come quello vanno seguiti con sensibilità e affetto ma anche con una certa consapevolezza del fatto che a 16 anni sono maggiorenni e procreano e devono farsi un loro percorso.
In compenso, Desiré ha fatto entrare in casa nuovi bimbi, che conosceremo a settembre e che, fino ad allora, lasciamo alla sua responsabilità e alle cure di Ife. Appena conosciuti, vedremo il da farsi.Sono: Mervedie, Jonathan, Joyce, Liza, Giselle, Jeanette, Michel, Obed.
Per un totale di 31.
Nono si è ammalato dai primi dell’anno di Tisi. Abbiamo inviato denaro per le sue cure e ha dovuto fare il possible per seguire un’alimentazione specifica. Non ha mai perso gli studi, ma è molto dimagrito. Per alcuni periodi è andatoa vivere con suoi compagni di studio. Ha superato gli esami ed ora è quasi guarito.
ALCUNI DEI BIMBI PRESENTI IN CASA con i responsabili adulti.