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3 Maggio 2009

To Lamuka Check Point

Care e cari amici
Dopo qualche giorno per decantare, rieccomi tornata con notizie sui bimbi.

ESPERIENZA FATTA

(la metto sul pratico, che i romanzi li lasciamo ai letterati e agli editori):

All' arrivo mi hanno fatto la sorpresa di venire tutti, con bus, all’aereoporto. È stato vertiginoso.
Ho comprato un sacco di cose, ma soprattutto uno stereo. Questo perché dovevamo studiare canto ma anche ballare. È stato un acquisto vitale.
abbiamo ballato (2 session) con ardore dionisiaco
hanno studiato e cantato una canzone italiana (Vento di primavera) che è diventata il loro mantra (stasera alle 19,30 mi chiamano e me la ricantano…)
oltre alla scuola, ogni giorno fanno ore di lezioni a casa con Sandrine e Didier, due ragazzi che li aiutano. Sandrine in particolare è molto brava e preparata.
sono andata nelle classi e ho verificato che la scuola + le lezioni a casa stanno migliorando molto il loro francese. Alcuni sono proprio bravi, altri non brilleranno mai ma capiscono e si fanno almeno una cultura di base.
Kinzonzi va sempre ogni primo mercoledì del mese all’ospedale di Kingasani e sta da dio; gli altri sono in buona salute, il centro medico è a disposizione. Ho accompagnato Nathalie e Nsona per, rispettivamente, macchie sulla pelle e occhi rossi: due piccole infezioni che però sono curate.
Abbiamo fatto la gita al parco di LOLA YA BONOBO (il paradiso dei Bonobo), poco fuori Kinshasa. Un bel posto, con scimmioni (i bonobo) che ci buttavano la terra e facevano un gran casino. I bimbi hanno fatto il bagno nel fiumiciattolo, erano uno spettacolo.
La casa è in buono stato, la fossa settica è stata definitivamente pulita martedì scorso dopo la mia partenza x varie vicissitudini che vi risparmio, e simpatici ragazzotti hanno operato “pulitura” del fondo. Un muratore ha lavorato in mia presenza un giorno e una notte per cementare con ghiaia e calce lo spiazzo dietro, che era stato un po’ rovinato dai liquami della fossa. Ora è proprio bello e la cucina può tornare ad essere lì.
La partita maschi-femmine si è giustamente conclusa con un 2-2. Rigore per le femmine tirato da maman Mirfi, arbitro collaborativo.
I molti libri in francese dati da Cristina Scalabrini sono utilissimi: li ho divisi per livello e in ogni livello ho appeso foglio con nomi di chi può usare cosa (altrimenti è la devastazione). I libri sono negli scaffali della casa, Sandrine e Didier aiuteranno a usarli. Quelli che avevamo portato a ottobre li ho visti un po’ sciupati (lì la roba si sciupa anche solo stando all’aria).
Ho fatto indigestione di foufou, il buio era cosmico, il clima terrificante, sono viva e in salute. Siamo a un punto, nel progetto, che ha del miracoloso. Bravi tutti. I bimbi pregano per noi, ve ne siete accorti?

PERCORSI FUTURI:

ogni sabato mattina Nkema, Nadège, Nsona, Maman Mirfi vanno in ospedale da Suor Clelia (Kingasani) a fare volontariato. Chi riceve dà.
i 6 bambini che sono in sesta hanno esami a luglio. Per ogni bimbo Sandrine e Didier a luglio faranno il punto della situazione e si deciderà quali dovranno ripetere l’anno. In molti casi – inutile nasconderselo – la classe non centra nulla col loro effettivo livello, ma è stata scelta per l’età (brutto che un bimbo di 9 anni vada in prima): da escludersi la retrocessione a classi più basse, il massimo è ripetere l’anno. Alcuni sono invece molto, molto bravi.
Datosi che la centralina del quartiere si è fulminata dal 1 gennaio e nessuno viene né verrà a ripararla, il buio dalle 18 è tremendo; la quota mensile è stata aumentata di 30 dollari per la benzina necessaria a un’ora di generatore a sera.
Maman muiala che viene a fare da mangiare merita 10 dollari di più al mese.
Sotto osservazione 2 bimbi: Nkema Joel, ragazza grande con atteggiamento un po’ vanitoso-menefreghista; se trae dalla famiglia e dalla casa buone cose ok, altrimenti esce. Christian non studia, ha problemi di integrazione con gli altri, non ha amici, se ne sta sempre in disparte: tutti i bimbi sono stati invitati ad aiutarlo, a lui è stato chiesto di “non fare il principe sul pisello” (vi traduco grossolanamente). A settembre faremo il punto.
Lasciati soldi per ricambi di qualche zanzariera ridotta male e chiesto ai più negligenti di tenere meglio le loro cose (vestiti e quaderni). A settembre nuovo punto.
Dato a desiré ok x trovare un’auto: budget 2.000 dollari. L’auto servirà alle emergenze, ai trasporti non vicinissimi a casa (il tema trasporti a kinshasa è assai critico), ad evitare affitto auto quando noi si va giù, e soprattutto ad autofinanziamento (cfr sotto). Quando la trova ci manda foto e a settembre Angelo e Anna saranno sul luogo.
Ho pregato (imposto a) Désiré che appena c’è qualche sintomo o disagio fisico deve portarli a farsi vedere, non aspettare che la cosa diventi grave. È rimasto colpito…Ad agosto passata di esami x vermi, malaria e aids per tutti all’ospedale di kingasani.

AUTOFINANZIAMENTO:

Con perline portate in gran quantità faranno collane e braccialetti da vendere in loco (300 franchi cad) e da portare qui in Italia per aste.
Delle 4 ragazze (Nadège, Nkema, Meta, Marie Jeanne) che vanno alla scuola professionale dove sono andata e vi posso dire Desiré un grande (paga lui e sua l’idea), Nadège già ora mostra di saper fare lavori di cucito per gli altri bimbi: a partire da fine 2009 farà la sarta anche su commissione. Meta a fine 2010, insieme a maman Mirfi, farà l’estetista. Lavoreranno a casa con clienti fidati.
Kinzonzi non va a scuola ma è bravissimo a disegnare. Ho chiesto che faccia disegni che portiamo in Italia per l’asta. Désiré inizia a mandarlo ora presso un artigiano della decorazione (lasciati 50 dollari x 1 anno, trasporto a carico di Desiré). A fine 2010 Kinzonzi potrà esercitare la professione di decoratore presso le case di persone benestanti.
L’auto verrà affittata a persone di fiducia che ne hanno bisogno per spostamenti; Desiré la guiderà fino a fine 2010. A fine 2010 lo chauffeur sarà Mugalu Joel, che non mostra di essere molto portato per la scuola. Il suo compito primario sarà fare il mécanicien dell’auto (meccanico), lavoro che gli piace e competenza indispensabile per guidare a Kinshasa.
È prevista la presenza futura di un computer a casa. Il computer, che Désiré sa usare, potrà generare reddito: chi ha bisogno di documenti, file etc…, verrà a farseli fare a pagamento.

LE PIZZETTE

A fine settembre Angelo e Anna insegneranno a maman Mirfi e ai bimbi a fare le pizzette. Ingredienti del luogo: farina di mais, acqua, sale, pomodoro, sostituto della mozzarella (formaggio o simile locale). Niente forno, si frigerrà la base in pentola e bisognerà trovare il modo di scaldarle (coperchio o simile). L’attività prevede che durante la settimana vengano ricevuti gli ordini, la preparazione è il venerdì e il sabato mattina, il sabato prima di pranzo chi ha ordinato viene a ritirare. Prezzo (per diametro di circa 10 cm): non meno di 500 franchi (1 dollaro = 800 franchi). L’apertura dell’attività sarà pubblicizzata con passaparola nel quartiere e presso conoscenti di Desiré, Mirfi e di amici, nonché soprattutto con festa e offerta gratis di pizzette un sabato durante il soggiorno di Angelo e Anna.
Tutte le attività, per le quali Desiré avviserà le autorità (con le quali è in buoni rapporti), saranno dichiarate con cartello sul portone sotto il nome del centro (che per ora non c’è, siamo giustamente partiti quatti quatti): Ceed - To lamuka (Ceed vuol dire Centre d’enquadrement des enfants défavorisés) Services: Pizza (samedi, selon command), bijoux artisanals, estétique, couture, décoration, élaboration documents, voiture à louer.
Bello eh?
Il tutto affinché gli investimenti che facciamo non siano a fondo perso e non si inquadrino nell’ottica di un sostentamento assistenzialista permanente. Non solo i bimbi devono fare un percorso e la famiglia-casa deve diventare cellula di attività e crescita, ma gli stessi investimenti l’anno prossimo dovranno ridursi a livello di budget mensile, progressivamente, e tramutarsi, se caso, in investimenti one shot per avvio di attività o acquisto beni.

LA CASA

Il proprietario voleva venderla. Disastro, panico, azzeramento del percorso fatto. L’idea di cercarne una nuova e ripartire da capo è avvilente, molto avvilente. Il proprietario è un congolese che vive in Angola, poligamo. Le famiglie ovviamente gli succhiano la pelle di dosso e a lui è venuta l’idea di vendere casa. È venuto a vederla e si è strabiliato del buono stato – nessun congolese terrebbe una casa così pulita e ben curata. Opportunamente consigliato, Désiré ha fatto pressione psicologica sul proprietario il quale si è convinto che se anche vende comunque non risolverà il problema di mogli e parenti sanguisughe. Per l’intanto quindi il problema è stato appianato. Anche confrontandomi con suor Clelia, l’idea è che se dovesse effettivamente rinascere il tema, ci muoveremmo per evitare che arrivi qualcuno a comprare la casa e ci sbatteremmo a mille per tenercela. Budget 15.000 dollari. Desiré lo sa. Non è comunque un tema all’ordine del giorno. Nei prossimi viaggi qualche lavorino la casa lo necessita. Zanzariere alle finestre, pulitura dei piccoli spazi attorno (congolesi restano…), qualche riverniciatura. Alcuni bambini sono molto ligi e ordinati e puliti, altri sono ancora delle bestioline selvagge che non si accorgono di vivere in una casa e non nei campi…

PER SETTEMBRE

Quello di cui hanno bisogno è:
nuove foto e dettagli di voi. Mi hanno tempestato.
Un portatile con impostazioni in francese. L’idea è che Desiré – il quale ormai è esperto e va all’internet point – si installi a casa una connessione con il cellulare. Il computer servirà molto ai bimbi più grandi per imparare.
Magliette maniche corte e mutandine.
Quaderni.
Ciabatte o scarpe o sandali (hanno numeri grandi, dal 37 in su salvo 6 bimbi).
Lenzuola.

REBECCA

Sono andata in ospedale a Kingasani due mattine, con Nadège, Nsona e maman Mirfi, ad aiutare al reparto neonatale suor Clelia e suor Claudia, una giovane pimpante bergamasca arrivata di recente dopo più di dieci anni all’interno del Congo. Al neonatale esperienza interessante di pulitura sederini diarroici e mamme perplesse e sfornate di una decina di frugoli ogni venti minuti…vi evito le foto che mi ritraggono…Poi da sola ho fatto incursione nell’area dei bambini denutriti, che mi sentivo più utile.
Prendono pasti fatti apposta per loro (pappe e latte) ogni tre ore. Vivono per terra, sui pagne, con le mamme, sotto una tettoia di lamiera: non c’è niente da fare, non entrano nelle stanze, per loro la vita è così: a contatto con la terra, a far passare il tempo. Lì ho visto bimbi piccoli parecchio messi male e ho conosciuto delle bimbe: Kecha, Ange e soprattutto Rebecca. Sono tornata a trovare Rebecca due sere. Ci siamo un po’ affezionate, alla maniera in cui questo succede senza filtri culturali, di pelle e basta, e poi il cuore ci costruisce su cose. Lei credo abbia avvertito del bene, e quando arrivavo allargava le braccia e quando andavo via faceva un suono e sopravviveva come sempre.
Rebecca è una bambina di 7 anni (credo), che è lì lì per farcela o no. È in ospedale da tre settimane ma non sembra molto migliorare. Come tutti i denutriti è assai gonfia per via del liquido, perde la pelle dappertutto e ha un’espressione immutabilmente triste. Non sta in piedi, non ha capelli. Non guarisce perché forse ha l’aids o la tubercolosi. Ho conosciuto mamma e sorella, che invece stanno bene. Molte delle mamme che ho visto lì, con bimbi denutriti a un passo dalla morte, erano ancora incinte. Dovete cambiare i parametri: è natura, la ragione e la morale lasciamole a casa. Forse ci vorrebbero preservativi lanciati dagli aerei ma il mondo non è dell’idea anzi il mondo tace, e loro figuriamoci se ci pensano. In sintesi: ho chiesto a Clelia di prendersi cura di Rebecca con particolare attenzione, ho lasciato a Clelia un fondo (200 euro) per terapie necessarie e per seguire la famiglia quando uscirà.
Clelia mi ha consigliato di non farla entrare nella casa con gli altri bambini, in quanto ha una famiglia e una situazione un po’ particolare. Rebecca ha capito le poche parole in francese che le ho detto e mi ha risposto. Le ho fatto sentire una canzone, le ho lasciato due mutandine. Cose così. Vi allego una foto. Inutile dire che, se avessi potuto, l’avrei portata qui. Ma resta lì, e da qui in avanti io la seguo. Non vi chiedo niente, ve lo dico perché basta col far finta di sapere: di Rebecca il mondo è pieno, ogni minuto ce ne sono a manciate e guardarle negli occhi bisogna, bisogna. Speriamo resista. Non riesco a dirvi molto altro, e non starei a scomodare dio e santi (che mi sono parsi un po’ distratti, a dire il vero, tanto quanto donne e uomini).
Il reparto denutriti entra a questo punto nei miei personali ambiti di interesse. Quando andrò ancora ci passerò del tempo; i bimbi della casa andranno a fare volontariato (cfr sotto).
È abbastanza sconfortante ma anche stare solo nella nostra città della gioia e del sole finisce poi che si perdono i contatti con la realtà fuori dal portone. E se non si è bravi il portone si riapre come niente e anche i 34 bimbi tornano così, quindi meglio ricordarsi sempre. Rebecca sarebbe una bellissima bimba. Sogno una festa in cui viene a ballare in casa e studia. Accidenti alle famiglie africane e agli americani e ai cinesi e ai francesi e a noi, che abbiamo anche fatto accordi col presidente congolese. Siamo dei grandi stronzi, non c’è dubbio.


NONO: un esempio che continua

Il ragazzo che da due anni seguiamo, legato alla vecchia associazione con cui eravamo in contatto e vicino ai bimbi ma non appartenente al gruppo, cresce bene e va all’università con buoni risultati. Un gioiellino da seguire. Nei prossimi 2 mesi ha 10 esami del secondo anno di giurisprudenza. Sono andata a vedere la nuova università specializzata in diritto a cui vuole iscriversi. Ok. A luglio presenterà i documenti e a settembre, se tutto va bene, inizierà il terzo anno nella nuova. Iscrizione e annessi 300 dollari (uguale ad ora). La sua idea è di trovarsi una stanza )ora vive ancora presso l’associazione) e iniziare un percorso individuale, anche con lavoretti che lo aiutino a mantenersi senza ostacolare gli studi. Gli ho offerto la possibilità di venire alla casa dei bimbi ma preferisce di no. Stando così le cose, non aiuteremo per l’affitto della stanzetta, deve essere responsabile delle sue scelte. Il patto è che passi ogni tanto dai bimbi per mantenere il legame e anche perché è un esempio di percorso di studi per i bimbi stessi. Inoltre ci dà una gran mano a trovare persone di fiducia che fanno vari lavori (gli ultimi muratori sono contatti suoi e hanno lavorato benissimo!). Noi ci siamo sempre se ha bisogno. E viceversa. I suoi voti sono molto buoni!
Vi lascio con un invito.
Chi ci è stato lo sa. Gioia e dolore a gradi massimi. Infanzia, umanità. Istinto e forza. Grandiosità. Tenerezza. Cose giganti e microscopiche che fanno la vita. Nessun filtro, nessuna ipocrisia. Un modo di essere uomini. Tanti di voi aiutano. Grazie. Grazie. Tanti han detto veniamo. Non ditelo: chi può, lo faccia. È un bellissimo punto di non ritorno. chi resta qui, beh, abbiamo tutti cuore e testa: usiamoli. A fine mese il sito www.tolamuka.it sarà aggiornato (vero Ste e Fox?). Diffondete il verbo. Ovviamene per aggiornamenti scrivo. A fine settembre Anna e Angelo vanno, io no, vado dopo. A novembre festa a Milano con asta (li ho spiumati per portare qui tappeti e maschere e collane).


Vi abbraccio To lamuka! (Sveglia!)